Lolite in occidente, spose bambine per l’Islam

 

 

 

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“Quando uscirò dal carcere tu sarai maggiorenne e potremo stare insieme senza problemi”. Sembra l’incipit di un storia raccontata da uno scrittore;purtroppo appartiene a un fatto di cronaca terribilmente e incredibilmente vera. Quando si dice che la realtà supera la fantasia. Crotone, uno dei quartieri della città, in un condominio anonimo, teatro di   una vicenda incestuosa da manuale di pedofilia, che ha come protagonisti un uomo di 53 anni e una minorenne, ora  quattordicenne. I due abitano nello stesso stabile e come in un perverso gioco delle parti nasce una tresca . Nunziatina(chiameremo la protagonista con un nome di fantasia), all’epoca dei fatti dodicenne, si lascia irretire dalle lusinghe di un uomo che potrebbe essere suo padre dal quale forse si sente attratta. Nunziatina, figlia di divorziati, vive in quel condominio con la madre e, come succede spesso per adolescenti cresciuti troppo in fretta, il suo approccio con l’altro sesso avviene in modo inusuale, da rito barbarico di tribù dove l’iniziazione al sesso è considerato fuoco sacro dell’esistenza e piccole vergini sono promesse in spose già da bambine.  Per una strana ironia della sorte,  la protagonista bambina della nostra storia  finisce per ricalcare il personaggio di Lolita, resa immortale dallo scrittore Nabokov che nel racconto  descrive sentimenti morbosi di un professore per la dodicenne e futura figliastra: Lolita. Il libro, che divenne nel 1962 un film di Stanley Kubrick, mette in luce l’ossessione sessuale del professore per la ragazzina. Una storia quella crotonese venuta alla luce per caso quando la bambina, portata in ospedale per forti dolori addominali, si sente dire dai medici che è incinta di cinque mesi. Scattano le indagini e Nunziatina confessa che il suo primo rapporto sessuale è avvenuto a Capocolonna dove l’uomo l’aveva portata. Dalle intercettazioni predisposte  dagli inquirenti è risultato infatti che quella prima volta è stato l’inizio di altri rapporti sessuali avvenuti come in una normale relazione  di coppia poiché la bambina ha dichiarato, durante l’incidente probatorio, di essere innamorata del suo carnefice. Realtà dura da digerire, un pugno nello stomaco ciò che emerge tra l’uomo e la ragazzina al telefono, con le richieste dell’operaio a Nunziatina  di mentire sull’età   ossia che all’epoca del primo rapporto lei avesse 14 anni in modo da far  venir  meno l’aggravante del reato.  Poi piangono e si scambiano promesse d’amore quando lui uscirà dal carcere e Nunziatina avendo raggiunto la maggiore età potrà decidere consensualmente di stare con lui. Una tragedia tesa a ricalcare una pazzia divorante da parte dell’uomo che rasenta la pura follia. Ma come si fa a intrattenere una relazione così scabrosa da parte di un uomo maturo con una bambina  dal corpo esile, da una personalità ancora non formata da sembrare un giunco agitato dal vento? Nabokov nel suo libro dice riferendosi al personaggio femminile: Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Passione malata che sicuramente si sarà impossessata dell’operaio, tale da fargli perdere la testa, da non lasciargli distinguere la differenza tra una donna e una bambina, da pagarla con qualche regalo per ottenere da Nunziatina favori sessuali. Passano così due anni interi tra rapporti rubati e una complicità dove non si registra nessuna ribellione da parte della vittima  davanti  alle avances del suo stupratore  ma lo lascia fare fino a quando la verità non emerge in tutta la sua crudezza. Cosa avrà fatto scattare l’approccio tra i due? Quando e come è nata  una complicità tale  da andare oltre ogni regola? Forse  il bisogno incessante di godere di quel corpo con sembianze di donna appena abbozzate. O forse un modo di cogliere la gioventù in erba per non sentire il peso degli anni sul groppone?E’ come se cadesse ogni tabù e il piacere avesse il sopravvento diventando normalità in un mondo aggressivo, estraneo a qualsiasi forma di moralità. Un dramma che si è consumato nella quotidianità e nessuno si è  accorto  di nulla e i due  hanno vissuto  da clandestini un rapporto senza sensi di colpa che non hanno tormentato la coscienza dell’uomo, anzi tutt’altro.Lolita per il momento è stata strappata dalle grinfie di quell’orco che ha abusato di lei  e attualmente vive in una struttura protetta lontano dalla morbosità della gente o di chi vorrebbe specularci mediaticamente su questa assurda e triste vicenda. Certo è che se quanto raccontato si fosse svolto in Turchia, la legge non avrebbe punito lo stupratore. E’ di questi giorni la decisione del governo Erdogan di depenalizzare lo stupro, quando il carnefice sposa la sua vittima. In questo modo sposare bambine per uomini molto più vecchi diventa la normalità. Un orrore che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli per un’infanzia violata, con una società che si cura solo dello stato di salute delle banche e dei mercati trascurando il resto. Paradossalmente se le cose continueranno ad andare così non è escluso che nell’era della globalizzazione stuprare bambine diventi  cosa frequente, specie se il pedofilo sposa la sua vittima.